Sarah Ancelle Schönfeld

Excuse me, may I have some gravel tea?

28.10.2015 - 16.01.2016

Mario Iannelli - SAS - 008

Mario Iannelli - SAS - 011

Mario Iannelli - SAS - 012

MI - SAS 05

Mario Iannelli - SAS - 015

Mario Iannelli - SAS - 013

Mario Iannelli - SAS - 006

Mario Iannelli - SAS - 017

Universal Cleaner (Tiles)

Universal Cleaner (Blue Marble)

Mario Iannelli - SAS - 009

Mario Iannelli - SAS - 019

Mario Iannelli - SAS - 016

Mario Iannelli - SAS - 001

 

La mostra di Sarah Ancelle Schönfeld –intesa come una pausa e una rottura nel tessuto della percezione, un “tea time”- è un oracolo per l’esistenza digitale. L’ artista ha riorganizzato oggetti, verità e altre date condizioni in un suggerimento di possibili altre, o parallele realtà, messe a disposizione per l’interpretazione.
I buchi neri sono invisibili all’occhio umano, nessuna luce può sfuggire alla loro attrazione gravitazionale e la gravità è uno dei suggerimenti verso la loro assunta esistenza. Quando un oggetto viene inghiottito da un buco nero, le sue informazioni sono memorizzate sull’ orizzonte degli eventi. Alla fine, questa informazione evapora in universi nuovi o paralleli attraverso un processo chiamato Radiazione di Hawking.
Schönfeld ci invita a contemplare la suggestione del Pianeta Terra come un buco nero, dove tutta la materia planetaria è stata inghiottita e memorizzata come informazione sull’orizzonte degli eventi. Noi esistiamo in questa memoria di dati, che saranno poi respinti dal processo di evaporazione in altri mondi e galassie. Come possiamo, dentro la memoria dei dati che è il nostro mondo, prepararci per essere evaporati? Come possiamo fluttuare nell’universo come serbatoi di informazione sfocata, incapaci di utilizzare tali informazioni, che noi siamo, per qualsiasi scopo pratico? Come navigare? Come e con chi comunicare?
Le opere di Sarah Ancelle Schönfeld possono essere viste come dispositivi multi-lineari di navigazione per un tempo previsto dopo l’evaporazione, di ristrutturazione della cultura umana, della natura e delle cosmologie, tramite l’utilizzo di liquidi prodotti di pulizia come luce che curva lenti gravitazionali, pellicce di sciamano come opzioni di viaggio e linguine di seppia come messaggi in codice da parte degli ancora sconosciuti vicini.

/

Sarah Ancelle Schönfeld’s exhibition – intended as a break and rupture in the texture of perception, a tea time – is an oracle for digital existence. She has rearranged objects, truths and other given conditions into a suggestion of possible other, or parallel, realities made available for interpretation.
Black holes are invisible to the human eye, no light can escape their gravitational pull and gravity is one of the hints towards their assumed existence. When an object gets swallowed by a black hole, its information is stored on the event horizon. Eventually this information evaporates into new or parallel universes through a process called Hawking Radiation.
Schönfeld invites us to contemplate the suggestion of planet earth as a black hole, where all planetary matter has been swallowed and stored as information on the event horizon. We exist in this data storage, which will be eventually rejected by the evaporation process into other worlds and galaxies.
What to expect from these other worlds? How can we, inside the data storage that is our world, prepare ourselves for being evaporated? How can we hover around in the universe as blurry information tanks, unable to use that information, that we are, for any practical purpose? How to navigate? How and with whom to communicate?
The works of Sarah Ancelle Schönfeld could be seen as multi-linear navigational devices for an expected time after evaporation, reframing human culture, nature and cosmologies, by using liquid cleaning products as light bending gravitational lenses, shamans coats as traveling options and linguine di seppia as coded messages from as yet unknown neighbours.