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Paula Doepfner “Half my soul belongs to you” / Daniel Lergon “Lines and Grids”

06.10.21 — 20.11.21

La Galleria Mario Iannelli ha il piacere di presentare la mostra personale “Half my soul belongs to you” di Paula Doepfner e la mostra personale “Lines and Grids” di Daniel Lergon, dal 6 Ottobre al 20 Novembre 2021.

 

L’opera multimediale di Paula Doepfner comprende lavori testuali su carta, oggetti in vetro rinforzato, installazioni in vetro, ghiaccio e materiale organico, con l’aggiunta di performance sonore. I suoi disegni, delineati attraverso testi in miniatura scritti a mano su una carta giapponese sottile, si basano su disegni fatti durante l’osservazione di interventi chirurgici al cervello e autopsie, eseguiti presso l’ospedale universitario Charité Berlin. I testi sono tratti dalla documentazione medica in tema di diritti umani e dalla ricerca neuroscientifica e portano le tracce di fonti filosofiche e lirico-poetiche. Il lavoro di Doepfner riunisce varie prospettive sugli stati mentali, incorpora il trascorrere del tempo, pone in essere delle strutture interne organiche ed essenziali. Il suo lavoro si muove verso ciò che costituisce l’esperienza umana, una combinazione complessa di scienza, filosofia, letteratura e arte.

 

La Galleria Mario Iannelli presenta un nuovo disegno e nuove opere in vetro e ghiaccio di Paula Doepfner. L’opera in ghiaccio intitolata “I got a letter this morning” si scioglierà durante la mostra, essa contiene le trascrizioni dell’artista di poesie di Giuseppe Ungaretti e Sylvia Plath.
Il disegno dal titolo “The blues came along and drove my spirit away” (2021) si compone di una scrittura a mano con caratteri tra i più piccoli. Le parti di testo nel disegno provengono rapporti medici delle UN, riguardanti la documentazione e le indagini sulla tortura, e dal romanzo di Robert Musil “Der Mann ohne Eigenschaften” (“L’uomo senza qualità”).
Nel lavoro in vetro intitolato “I get the blues for you baby when I look up at the sun” (2021) Doepfner ha trasferito in grandi lastre di vetro i disegni delle parti del cervello. Queste lastre sono dei pannelli in vetro, rinforzati, rimossi dalle facciate dei palazzi, dopo essere stati frantumati durante alcune manifestazioni anticapitaliste.

 

Nei suoi lavori - che comprendono disegni testuali, performance sonore e opere in vetro e ghiaccio - Paula Doepfner mescola gli opposti e integra temporalità lontane, il tutto come strumento per visualizzare le tensioni presenti nell’esperienza umana.

 

 

L’opera pittorica di Daniel Lergon solleva interrogativi sulla percezione, l’esperienza e l’intuizione, contemporaneamente a quelli relativi all’ottica, la luce, la materia e la forma.
La tecnica della sua pittura è caratterizzata in generale dall’interazione di diverse superfici della tela (intesa come campo pittorico) con le diverse sostanze pittoriche applicate. Ha usato vernici trasparenti e sintetiche su tessuti high-tech, metalli elementari come rame in polvere, zinco e ferro ossidato con acqua su parete, metallo, tela, carta e recentemente pigmenti ad olio su tela precedentemente coperta da un giallo neon per evidenziare la luminosità dello sfondo. Queste tecniche “caricano” il campo pittorico con un potenziale fisico o chimico o semplicemente un potenziale di colore e con un “eigenraum”, o “proprio spazio”, in cui l'osservatore condivide una reazione emotiva e fisica verso la pittura.

 

Mostrando stati di azione e flusso su una superficie così potenziata, le composizioni di Lergon sono rappresentazioni di trasformazione. (Aaron Bogart, dal testo del catalogo della mostra “Roter Reise”, 2019)

 

Nella sua mostra personale Daniel Lergon presenta un ciclo recente di opere su carta realizzate con il pigmento ad olio rosso d’alizarina. Precedentemente ha esposto presso la galleria la serie di opere su tela realizzate similmente con un pigmento, uno ftalo verde (Unter Grün, 2017) ed ha esposto un’opera realizzata con il pigmento ad olio rosso d’alizarina (Monochromes, mostra collettiva, 2019).
In queste opere presentate alla Galleria Mario Iannelli ha esplorato le potenzialità del colore attraverso diversi registri pittorici, da uno più minimale in cui ha utilizzato una barra ad olio su uno sfondo bianco neutro ad un’altro in cui all’opposto la pittura emerge da una superficie graffiata e vibrante.
In quest’ultimo, il pigmento rosso, che prima era stato utilizzato per disegnare, viene applicato attraverso una griglia metallica e poi in parte raschiato a mano.

 

 

Le mostre inaugurano “Work in process #1”, un progetto di mostra collettiva che segue a “Work in process”, la recente pubblicazione - edita da CURA. - che ha documentato l’attività della galleria dal 2014 al 2021.

 

 

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